Chi siamo — dal 2021


Ogni marchio ha una storia comoda da raccontare. La nostra non lo è. YAC nasce da una stanchezza — quella di chi ha passato anni a farsi spiegare il proprio lavoro da chi non l'aveva mai fatto. Un giorno abbiamo smesso di lamentarci e abbiamo iniziato a costruire.

Il copione, riscritto.

Conosci la scena: il listino che cambia senza preavviso, il prodotto “esclusivo” identico a quello del salone di fronte, le regole scritte da chi nel salone non c'è mai entrato. Noi quella scena l'abbiamo subìta per anni.

Poi, nel 2021, abbiamo deciso di riscrivere il copione dalla prospettiva di chi lavora in salone. Niente grandi capitali, niente investitori da accontentare: solo l'idea, ostinata, che un prodotto professionale dovesse tornare nelle mani dei professionisti. Pochi flaconi, scelti uno per uno. Una filiera corta e trasparente, dove il prezzo è lo stesso dappertutto.

“L'indipendenza non si eredita: si costruisce, un flacone alla volta.”

I tre soci

Tre parrucchieri, una testardaggine.

Memento
Memento
Antonio Maniscalco · visione e digitale

Ha trasformato un'idea testarda in un marchio. La direzione, il digitale, la rotta.

Yuri
Yuri
Direzione creativa

Dal colore delle nuance al packaging: ogni scelta estetica di YAC passa da qui.

Carmine
Carmine
Direzione operativa

Tiene insieme la macchina, ogni giorno. Dalla formula alla poltrona.

Mission

Restituire ai parrucchieri indipendenti il controllo del proprio mestiere: prodotti che funzionano davvero, prezzi onesti e un margine che resta al salone.

Vision

Un movimento di saloni liberi, riconoscibili tra mille, che non rincorrono le mode ma le dettano. Tanti, in tutta Italia. Indipendenti, insieme.

Capitolo I · fino al 2027

Origine.

MMXXVI — MMXXVII

Ogni movimento parte da un posto e da qualcuno. Il nostro parte da Pisa, nel 2021, da tre parrucchieri che si erano stancati di farsi spiegare il proprio lavoro da chi non l'aveva mai fatto.

Origine è il primo capitolo di YAC: fino alla fine del 2027 raccontiamo da dove veniamo, chi siamo, perché lo facciamo. Non per nostalgia, ma perché crediamo che ci si leghi alle persone prima che ai marchi. Se ti riconosci in quello che raccontiamo, sei già dei nostri.

Ogni capitolo ha una parola. Questa è la prima. Nel 2028 ne arriva un'altra, ma da qui non si torna indietro.

Dal 2021 · resta

Il Manifesto YAC.

Sette articoli. Le regole che ci siamo dati, e che difendiamo.

I

Il mestiere prima del marketing.

Da noi decide chi lavora in salone, non chi presenta una slide. Ogni prodotto lo proviamo sulle nostre poltrone, sulle nostre clienti, prima che arrivi sulle tue. Se non ci convince lì, non esce. Un prodotto vale per come lavora tra le tue mani, non per come suona in una promessa.

II

Prezzi chiari, uguali per tutti. Sempre.

Niente listini diversi per chi alza la voce, niente sconti a sorpresa che domani spariscono, niente condizioni scritte in piccolo. Il prezzo è quello, che tu compri da noi o dai nostri distributori, e resta quello. Così sai sempre quanto spendi e quanto guadagni, e puoi fare i conti del tuo salone senza sorprese.

III

Il margine del salone non si tocca.

Ogni prodotto che rivendi deve lasciarti un margine ottimo, garantito, perché lavorare bene deve anche convenire. Lo difendiamo noi e lo difendono i distributori che lavorano con noi, con gli stessi prezzi: lungo la strada tra noi e il tuo salone nessuno gioca al ribasso sulla tua pelle.

IV

Online costa di più. Apposta.

Sul nostro sito il cliente finale paga più che in salone. Non è una svista, è una scelta: non vogliamo fare concorrenza a chi lavora con noi, vogliamo proteggerlo. Chi cerca il prezzo giusto, e soprattutto il consiglio giusto, deve trovare la strada per il tuo salone.

V

Pochi prodotti, che si mescolano.

Ogni referenza entra in gamma solo se fa qualcosa che le altre non fanno, e se lavora insieme alle altre. Con pochi flaconi fai tutto: meno scaffale occupato, un magazzino snello, niente scorte dimenticate in un angolo che scadono.

VI

Sostenibilità 3.0: sappiamo cosa facciamo.

La sostenibilità non è un'etichetta verde sul flacone. È sapere quanto hai in magazzino, quanto si spreca, come viene preparato e spedito ogni pacco. Chi vende su mille canali queste cose non le sa. Noi le tracciamo una per una, e per questo possiamo misurare il nostro impatto e lavorare per ridurlo davvero, non solo raccontarlo.

VII

Si entra in un movimento, non in un contratto.

Niente vincoli, niente minimi da rispettare. Resti perché lavori bene, non perché hai firmato. Ogni cliente che esce diversa da com'è entrata, ogni schiaritura impossibile, ogni foto con #weareyac scrive il capitolo dopo. Questo manifesto è anche tuo.

#WeAreYac

Il movimento è partito senza chiedere permesso. Il resto lo scrivi tu.

YAC · EST. MMXXI · INDIPENDENTI · SPEZZA LE CATENE